Stampa

Smontiamo la teoria della moneta "neutra"

Moneta Neutra

“Se la moneta fosse neutra , come vogliono farci credere molti economisti, bisognerebbe scarcerare tutti i ladri di denaro perchè non avrebbero rubato nessun valore”

Questo ripeteva il prof. Auriti quando nei vari dibattiti e testi economici si imbatteva nella concezione di valore neutrale della moneta. Dunque, per deduzione logico-giuridica, stando a questa definizione di neutralità della moneta,un valore neutro non comporta alcuna differenza sostanziale e pertanto sarebbe indifferente avere soldi in tasca o non averli. Sarebbe indifferente avere soldi perchè si è corrisposto un lavoro o averli come proventi di furto.

L'infondatezza sulla neutralità della moneta si manifesta da sé sotto il punto di vista logico, giuridico ed economico. Dal punto di vista logico si deduce che è molto rilevante avere soldi in tasca o non averli.

Dal punto di vista giuridico la moneta è un bene collettivo in quanto creato dalla convenzione sociale per misurare ed incorporare i valori, un bene con contenuto patrimoniale e ad utilità ripetuta e di proprietà del portatore.

Non a caso la moneta è annoverata tra i "beni mobiliari" ed i beni hanno per forza un proprietario in quanto sono oggetti del diritto di proprietà. Altrimenti non si potrebbero accusare i ladri di furto. Nel caso della moneta però, l
e banche centrali hanno raggiunto un tale grado di professionalità nell'appropriarsi di risorse altrui, da aver consolidato in se stesse, e nei governi, il convincimento di avere il diritto di farlo, mediante una vera e propria forma di furto legalizzato, clamorosamente incostituzionale.

L'ostacolo di fronte al quale tutti gli economisti si sono fermati si basa sull'errore iniziale di non aver definito la moneta come fattispecie giuridica e lo stesso diritto come strumento ,o bene esso stesso , e cioè come espressione di un valore proprio, diverso da quello del bene oggetto del diritto. Su questo equivoco iniziale, si è preteso di giustificare il valore monetario sulla base della riserva d'oro confondendo e spacciando sotto la parvenza di valore creditizio, il valore indotto, ossia configurando la moneta, non come misura del valore, ma come titolo di credito rappresentativo della riserva. La moneta non è credito ma oggetto di credito.

Del resto se fosse vero che la riserva serve a conferire alla moneta il potere di acquisto, dopo la cessazione degli Accordi di Bretton Woods, e con l'abolizione della riserva d'oro, il dollaro avrebbe dovuto perdere totalmente il suo valore: mentre non solo non ha perso valore, ma ha sostituito l'oro come moneta base del sistema monetario mondiale.

Dal punto di vista economico l'affermazione che la moneta abbia un valore neutro si smonta con i dati inconfutabili che ci mette a disposizione Pierluigi Paoletti, membro del Comitato Scientifico della Scuola di Studi Giuridici e Monetari “ Giacinto Auriti “  e direttore del CENTROFONDI

Molti degli economisti dicono/scrivono che il ruolo di chi emette la moneta è neutro.

Basta un grafico per smontare le loro affermazioni. Guardate attentamente il grafico delle variazioni % anno su anno della produzione industriale e della massa monetaria (M1) in America messe a confronto:

 

massa monetaria 1

Se notate bene la massa monetaria (linea blu) condiziona anticipando l’andamento della produzione industriale che segue l’aumento o la diminuzione della massa monetaria. In pratica i cicli economici altro non sono che dinamiche indotte dalla chiusura/apertura del “rubinetto” del denaro. Il cerchio evidenzia come la produzione industriale stia girando verso il basso dopo diversi mesi che la massa monetaria decresce costantemente. 

Chi detiene quindi il potere di emettere moneta determina l’andamento dell’economia, oltre ogni ragionevole dubbio, direbbe l’avvocato dell’accusa.

L’altra dinamica che MAI viene considerata è la dinamica del debito nel lungo periodo che ha un andamento esponenziale in 50/60 anni e necessita di un sistema di azzeramento come una bella e devastante guerra o una crisi potente per riportare il debito in condizioni normali

 

debito mondiale 2010

L’aumento esponenziale del debito è iniziato alla fine degli anni ’70 in concomitanza con la stagione delle grandi privatizzazioni e man mano che questo cresceva l’economia si è finanziarizzata spostandosi dall’economia produttiva a quella finanziaria perché permetteva guadagni stratosferici ovviamente inversamente proporzionali a quelli della maggioranza della popolazione che veniva strozzata dal debito. Nel contempo il debito condiziona anche la crescita economica che per non essere travolta deve cercare, invano, di mantenere il passo consumando quantità enormi di risorse naturali.

A questo punto chi afferma che il denaro è un elemento neutro e che il debito è una ricchezza, probabilmente prende lucciole per lanterne anche se è in buona fede (cosa non possibile per gli economisti).

Come vedete basta solo una sapiente azione sul “rubinetto” dell’ossigeno (M1) e il virus del debito collegato all’emissione monetaria e il gioco della sopraffazione è fatto senza tanti sforzi. Pensate che con il divorzio fra BANKITALIA e Tesoro del 1982 in Italia il debito pubblico passò dal 60% al 120% del 1992 con tutto ciò che questo ha comportato. Pensare e affermare che l’economia sia un mercato libero diventa impossibile se si mettono insieme i dati pubblici e inconfutabili……solo che quasi mai si fa!